Stanza bianca 7/9

Durata lettura: corta

Installazione eseguita con successo.
Alessio apre gli occhi. Questa volta per davvero. Ed è la prima volta, in tutta la sua vita, che si sveglia senza stanchezza. Non prova dolori, non prova spossatezza, non prova fastidi … apre gli occhi come se non li avesse mai chiusi. Si sveglia come se non fosse mai andato a dormire.
È nella sua camera da letto. La nostra camera da letto.
Si tira su. La stanza è pulita e ordinata, ma ci sono suoni che non gli piacciono, retrogusti che indicano del disordine nascosto … si guarda intorno con aria stordita, confusa, ma perfettamente lucida. Sa cosa sta succedendo. Sa cosa sono quei suoni e quelle luci. Riconosce ogni cosa.
Si alza in piedi. Si sente benissimo. Forse troppo bene. Forse dovrebbe andare in ospedale.
O forse dovrebbe risistemare la stanza. I suoi occhi gli dicono che è a posto, ma il resto dei suoi sensi non è d’accordo. Quelle stonature, quel retrogusto … non gli piacciano. Deve capire da dove arrivano.
Inizia dai libri di scuola, quelli nuovi. Li sposta fino a quando il loro suono non diventa cristallino e piacevole. Passa a quelli vecchi, quelli che forse gli conveniva rivendere quando ancora andava alle superiori. Tecnicamente loro sono già a “posto”, ma le sue orecchie non sono d’accordo: producono un suono migliore se messi da un’altra parte.
Passa poi agli altri libri, quelli che legge per diletto. Libri di medicina e biologia, piccoli libri scritti in giapponese, racconti che ormai non ha più il tempo di leggere … li mette tutti nel posto in cui suonano meglio.
Cosa manca?
I vestiti. Apre gli armadi e una melodia cacofonica lo travolge, con tanto di odore pungente e sapore spinoso. Quell’armadio è troppo incasinato! È da lì che venivano quei suoni stonati?
Lo svuota, prende tutti i vestiti, li divide per utilizzo e li raggruppa per colore, li piega e poi li rimette apposto.
Ci mette solo dieci minuti a fare un lavoro che ieri avrebbe impiegato più di un’ora. Le sue mani si muovono rapide e precise, il cervello è concentrato e privo di qualsivoglia distrazione … si guarda da fuori, e ciò che vede produce un suono magnifico, ritmico, limpido: lui è come una macchina da lavoro, instancabile e perfetta.
Rifà il letto, riposiziona bene gli oggetti sul tavolo e dentro e fuori i mobili, si assicura che anche le matite e le penne siano perfettamente allineate e le separate in base al loro utilizzo, colore e marca.
Quando finisce si rende conto di aver impiegato solo trenta minuti per donare a quella stanza una sinfonia calma e precisa.
È stupito. Sia del suo lavoro che del suo operato. La stanza adesso è quasi irriconoscibile, è come quelle camere da letto che si vedono nelle offerte immobiliari, troppo belle per essere vere … eppure è reale. Ed è stata lui a renderla così.
Si guarda allo specchio. La sua faccia produce dei bei suoni, ma il pigiama? Deve cambiarsi.
Va al bagno, si fa la doccia, uscendo da lì si assicura di lasciarlo pulito e asciugato, e tornando in camera si veste in base a ciò che tutti i suoi sensi gli suggeriscono.
Si guarda di nuovo allo specchio e ciò che sente gli piace.
Annuisce. Ora è perfetto.