Stanza bianca 5/9

Durata lettura: corta

La sinestesia totale del cervello gliel’ho applicata io. Non mi sono limitato a questo però, ho anche migliorato la comunicazione tra neurone e neurone creando passaggi immediati tra le due cellule cerebrali, e già che c’ero ho riparato tutti i neuroni morti che ho trovato, riportandoli in perfetta funzione.
Questo non lo ha reso più intelligente però. Pensa solo più velocemente di prima.
Potrei fare altri miglioramenti volendo, ma mi serve più materiale organico su cui lavorare … mi serve più cibo.
<<Cazzo se ho fame.>> dice Alessio mentre si siede davanti al tavolo del test, poi sospira, leggermente irritato <<Va bene … quindi? Che devo fare?>>
La donna si siede davanti a lui <<Cosa vedi qui sopra?>>
Alessio abbassa lo sguardo, ma in realtà non ha bisogno di guardare per vedere cosa c’è sopra. Già lo sa.
<<Una foto … un bicchiere d’acqua … delle forbici …>>
<<Iniziamo da questa!>> lei prende la foto e gliela mette proprio davanti <<Cosa vedi?>>
<<Una casa.>>
<<Cosa senti?>>
<<Ehm … delle note tranquille. Note familiari. Le ho già sentite. Sono delicate. E sono nostalgiche. Mi fanno pensare a … qualcosa … che non so.>>
<<Che non sai?>>
Alessio fa spallucce <<È solo nostalgica. Però mi piacciono.>>
<<Senti qualcos’altro?>>
Alessio si concentra sulla foto <<Uhm … un sapore familiare. Di qualcosa che ho già mangiato. Tante, tante volte. Stessa cosa vale per l’odore. Mentre la consistenza sa di solido e sicuro. E anche comodo e morbido.>>
La donna sorride <<Interessante.>> quindi mette giù la foto e ci dice di prendere in mano il bicchiere <<Questo?>>
Alessio fa una smorfia <<Mi ha dato fastidio da quando è entrato nella stanza.>>
<<Ah sì?>>
<<Sì. È freddo. E umido. Sa di bagnato. Però non ha nessun odore. Il sapore … è fresco. Sembra un ghiacciolo fatto solo di acqua. Mentre non emette suoni particolari, solo una finissima nota costante.>> dice il ragazzo <<Se lo muovo la nota cambia, ma rimane molto … fine. Non so come altro descriverla.>>
<<Prova a bere.>> propone la donna, e Alessio, seppur con un po’ di esitazione e dubbio, lo fa.
Sente l’acqua scorrergli in gola, giù fin nello stomaco. Quella “nota fine” si trasforma prima in una rapida sequenza di musicale, per poi mescolarsi alla composizione che il suo corpo sta producendo, e lì, pian piano, si perde negli altri suoni.
Alessio appoggia il bicchiere sul tavolo subito dopo. Ora che è vuoto quella nota è scomparsa, rimane un suono talmente leggero e impercettibile da risultare quasi inesistente. Sarà perché il bicchiere è trasparente.
<<Allora?>> chiede la donna con un sorriso.
<<Quest’acqua non sa di un cazzo.>> è la risposta di Alessio <<Ho la bocca più secca di prima.>>
<<Ottimo! Continuiamo.>>
Ci mette in mano diversi oggetti, uno dopo l’altro. Sono lacci, forbici, penne, siringhe … ci fa delle domande, e Alessio risponde meglio che può.
Quando gli oggetti terminano, la donna fa un finto applauso.
<<Complimenti! La sinestesia ti sta benissimo! La maggior parte delle persone muore. Tu invece … stai una favola!>>
<<Quindi … le persone muoiono per questa cosa!>> esclama il ragazzo con preoccupazione.
<<Il cervello tende a esplodergli … per ovvi motivi.>>
<<Avevi detto che la sinestesia era una cosa rarissima però!>>
<<No. Ho solo detto che non si trova in natura.>> è la sua risposta seguita da un dolce sorriso <<Comunque, è ora di parlare del campo di coscienza.>>
<<Il … cosa?>>
Lei sospira <<Certo che non sai proprio nulla, eh?>>
<<Io non so neanche il cosa sto facendo qui!>> ribatte Alessio.
<<Appunto. Non sai proprio nulla.>> rimarca lei, poi sorride <<Dai, lascia che ti spieghi ragazzone. Sono qui per questo dopotutto.>>