Stanza bianca 4/9

Durata lettura: corta

Alessio ha il fiatone … ma è soddisfatto.
Ha superato le prove fisiche della donna in modo eccellente, ma dal momento che lui è in grado di vedersi da fuori e, di conseguenza, di sentire i suoi movimenti … è rimasto meravigliato. Da sé stesso.
I suoi movimenti producevano dei suoni precisi, intonati, piacevoli. Non erano sempre perfetti, c’era qualche stonatura di tanto in tanto, qualche rallentamento poco orecchiabile, ma lui gode di un ottimo equilibrio e di un ottimo controllo del corpo, ha sviluppato entrambe le cose andando sullo skateboard, quindi nel complesso si è mosso abbastanza bene.
Oltre al suono sono stati anche gli odori e i sapori a deliziarlo. I suoi movimenti avevano un odore e un sapore squisito, invitante; alcune volte il retrogusto era discutibile, vero, ma alla fine vedersi è stato come mangiare un dolce.
E poi c’era il senso del tatto che dava a quei movimenti una consistenza … solida. Nel vederli Alessio si è sentito come se stesse reggendo in mano un pezzo di metallo, duro e resistente … poco grazioso o delicato, vero, forse un po’ arrugginito, ma affidabile.
Ora è curioso però. Se queste sono le sensazioni che prova nel vedersi muovere a piedi si domanda cosa potrebbe provare nel vedersi sullo skateboard.
<<Allora?>> la donna riprende la sua attenzione <<Hai ripreso fiato?>>
<<Sì … Non è stato difficile come pensavo.>>
<<Ovvio, dovevo solo accertarmi che tu ti muovessi bene, non dovevo tentare di ucciderti.>> ribatte lei.
<<Sì ma … è stato tutto più facile del previsto. Posso fare anche di meglio. Molto di meglio.>>
<<Buono a sapersi! Forse è il caso di lavorare sul tuo cervello adesso.>>
<<Sul mio cervello?>>
<<Sì! Perché da quando ti sei svegliato sembra che tu abbia i sintomi della sinestesia.>>
<<Sinestesia?>>
<<Sai cos’è?>>
<<Più o meno. È tipo quando vedi un colore e senti un sapore, giusto? Tipo … vedi il rosso e pensi alle fragole. Oppure vedi il giallo e pensi alle banane.>>
<<Oppure quando vedi il blu e senti il freddo. Ti ricorda qualcosa?>>
Alessio riflette un attimo su quelle parole, poi strabuzza gli occhi <<Oh … cazzo.>>
La donna ridacchia <<Esatto! La sinestesia non collega solo la vista al gusto, ma anche la vista al tatto. Se vedi il rosso potresti sentire caldo ad esempio. Oppure toccando qualcosa di caldo potrebbe venirti in mente il colore rosso.>>
<<Oh no … quindi … stai dicendo che->>
<<Sì! Hai la sinestesia totale ragazzo! Una condizione mentale potenzialmente mortale e introvabile in natura!>>
<<N-non è una cosa grave, giusto?>>
Hanna assume un espressione eloquente <<Ti ho appena detto che è potenzialmente mortale. Non ascoltavi?>>
<<S-sì ma … ma sono vivo!>>
<<Per ora.>>
<<Per ora?>> esclama lui.
<<Per ora!>> conferma Hanna con un sorriso incoraggiante.
<<Oh cazzo …>> Alessio si mana le mani tra i capelli guardandosi intorno con un pizzico di disperazione e paura <<ma che roba è questa sinestesia totale?>>
<<Niente di speciale. Significa solo che ogni tuo senso è collegato ad un altro senso. Quindi se vedi un oggetto … senti un sapore. E anche un odore. E anche un rumore. Sono tutte illusioni ovviamente, non sono cose reali … però sono illusioni molto … forti, diciamo.>>
<<Ah …>> Alessio si guarda le mani, poi si guarda intorno nuovamente; finalmente stava iniziando a capire cosa stava succedendo nella sua mente <<ecco perché è tutto così strano.>>
<<Dai, non fare quella faccia! Gli artisti pagherebbero con la vita per avere una sinestesia totale come la tua.>>
Alessio torna a guardarla <<E perché?>>
<<Immaginati di poter sentire la musica di un quadro. O di poter vedere i colori di una canzone. Capito? Questa è la sinestesia. Il tuo cervello collega ogni cosa che vede con ogni altro senso e viceversa. Ogni parola, ogni odore, ogni sapore, ogni colore … tutto è collegato. Non è magnifico?>>
<<Non lo so.>> Alessio si gratta la testa.
<<Immagina di andare in un concerto.>> continua lei <<Generalmente sentiresti solo la musica, no?>>
<<Sì …>>
<<Però ora vedrai quella musica! Come se fosse un film! Quindi tu paghi per un concerto, ma assisti anche ad un film!>>
<<Uhm … beh … non è proprio così … sono più che altro colori che si muovono a caso …>>
<<E allora è come assistere ad uno spettacolo teatrale!>>
<<Peggio. È più un trip mentale.>>
<<E ti lamenti? I trip mentali sono tra le cose più ricercate dell’epoca moderna!>> esclama lei.
<<Se lo dici tu.>>
<<E oltre a ciò che vedi c’è anche il ciò che odori! Se il concerto è bello, profumerà! E avrà un sapore buonissimo! Sarà come mangiare in un ristorante di lusso o annusare il fiore più profumato del mondo! Capito?>>
<<Uhm … ma questo funziona anche al contrario?>>
<<Cioè?>>
<<Se il concerto è brutto … avrà un brutto sapore?>>
<<Beh, ovvio. Il bello piace, il brutto no. È così che funziona.>>
<<In questo caso non so se questa sia una bella cosa …>>
<<In genere i concerti musicali sono belli però. E se a te non piacciono potresti comunque evitare di andarci.>> commenta lei.
<<Sì ma … queste cose che dici funzionano anche con le semplici parole. Tipo tu … ora mi stai parlando, no? Ogni cosa che dici ha un odore e un sapore. Più la cosa mi convince, più ha un buon sapore. Meno mi convince, meno il sapore mi piace.>>
<<E ora che sapore ha?>>
<<Ha un sapore di merda.>>
<<Ah …>> la donna strabuzza gli occhi <<beh … non sei costretto ad ascoltarmi. Se non vuoi.>>
Alessio sospira <<Senti, là fuori è pieno di gente che spara stronzate. Non voglio sentire il sapore della merda ogni volta che un idiota apre bocca.>>
<<Comprensibile.>> ammette lei <<Ma … così dicendo mi hai indirettamente dato dell’idiota, o sbaglio?>>
Alessio la guarda dritto negli occhi, e la donna regge il suo sguardo con un’espressione tra l’indagatore e il finto offeso.
I due si guardano per qualche secondo senza dire nulla.
<<Ma tu chi sei?>> domanda ancora una volta il ragazzo.
<<Curioso il ragazzo, eh? Te lo dirò, ma prima facciamo i test mentali. Voglio vedere se il tuo cervello regge correttamente la sinestesia oppure no.>>
<<Prima voglio sapere chi sei.>>
<<Te lo dirò dopo i test, promesso!>>
<<Che ti costa dirmelo adesso? Puoi anche inventarti un nome falso se proprio vuoi.>>
La donna alza gli occhi al cielo e sospira <<Quanti capricci … i nomi sono potenti ragazzo! Inventarli di sana pianta è irrispettoso! E poi non ho molta fantasia io.>> taglia corto lei <<Dai, su, non abbiamo tutto il tempo. Al lavoro!>>
E detto ciò indica il soffitto, dal quale si apre una botola e scende, lentamente, un tavolino.