Stanza bianca 2/9

Durata lettura: corta

La porta della cameretta si riapre <<Allora, come stai adesso?>> domanda la donna entrando dentro <<Ti senti meglio?>>
Alessio si infila in bocca l’ennesima pizzetta bianca, poi la guarda <<Peggio.>> dice a bocca piena.
<<Per stare peggio sembri molto più tranquillo però.>>
Lui ingoia la pizzetta quasi senza masticarla <<Mi avete dato soltanto robaccia.>>
<<Però la stai mangiando.>>
<<Perché ho fame.>>
<<Fame eh?>> la donna lancia uno sguardo ai piatti di plastica che Alessio ha lasciato vuoti; in tutto sono diciassette.
<<Sì. Ho fame. E non se ne va. Non so il perché.>>
La donna si avvicina a noi e ci toglie dalle mani il nostro diciottesimo piattino di plastica <<Forse hai mangiato troppo.>> dice.
<<Troppo poco vorrai dire! Voglio la carne! Basta con questa roba che non sa di niente! Hanno più sapore le coperte!>>
<<Se non ti piace potevi evitare di mangiare così tanto.>> dice lei appoggiando il piatto sopra agli altri, messi tutti in un angolo del letto.
<<Lo so. È che ogni volta che finisco un piatto ne arriva un altro. Dal cielo.>> e indica il soffitto.
<<È così che funziona il servizio in camera da queste parti.>> risponde lei <<Comodo, vero?>>
<<Figo come sistema.>> commenta Alessio <<Peccato che i piatti non se li riprende.>>
<<Beh … tu dovresti mettere i piatti sporchi sopra il vassoio quando quello scende a darti un altro piatto, così se li porta via.>>
<<Ah …>> Alessio sposta lo sguardo sulla donna <<comunque … tu chi sei?>>
<<Come chi sono?>> la donna gli lancia uno sguardo di finto sconcerto <<Sei messo peggio di quanto pensassi se non ti ricordi di me. Dimmi … come ti senti ora? Sembri esserti calmato, un po’.>>
Alessio si guarda le mani e se le gira davanti agli occhi. Ogni loro movimento produce della musica, e più i movimenti sono belli da vedere, più la musica è piacevole … più i movimenti sono complessi, più la musica è composta … più i movimenti sono veloci, più il tempo della musica è rapido.
<<Non è cambiato nulla. Mi sono solo abituato.>> dice.
<<Senti ancora quei rumori?>>
<<Non sono solo rumori. Sento anche odori. Sapori. Sensazioni strane, come cose che mi toccano ma che in realtà non mi stanno toccando.>>
<<E … riesci a descrivere queste sensazioni?>>
<<No! Non ci riesco! Non so come fare. Però ogni volta che parlo vedo … vedo quello che dico.>>
<<Tipo … delle lettere?>>
<<No.>> Alessio sposta lo sguardo su di lei <<Vedo tipo … delle onde colorate.>>
<<E che colore hanno?>>
<<Non lo so.>>
<<Come fai a non saperlo? Lo vedi!>>
<<Non lo so! Non è verde … non è giallo … non … non so che colore sia. Non l’ho mai visto. Cambia in continuazione poi, è sempre diverso, non capisco!>>
<<Cambia in continuazione? Tipo … arcobaleno?>>
<<No. Le parole più cattive, tipo le parolacce, hanno dei colori scuri e … pesanti. Mentre le parole più dolci sono più chiare e leggere. E hanno anche un sapore migliore.>>
La donna inarca un sopracciglio <<Interessante.>>
<<Ma non vedo solo i colori! Vedo anche dove vanno a finire! E poi hanno un profumo. E anche una consistenza. Tipo se dico la parola “freddo” … quelle onde diventano fredde.>>
<<Diventano fredde?>>
<<Sì, diventano fredde. E io … le sento. Sento il freddo. Non forte. Non … vero? Ma lo sento.>>
<<E quindi se io ti dicessi “freddo freddo freddo freddo freddo” per ore tu inizieresti a tremare?>
Alessio gli lancia uno sguardo infastidito <<No.>> è la risposta <<Però mi faresti girare i coglioni.>>
<<Oh …>>
Alessio sospira <<Sto impazzendo, vero?>>
<<Molto probabilmente sì.>> dice la donna con un largo sorriso <<Ma non preoccuparti! Sono qui per impedirlo!>>
<<Sei un medico?>>
<<Assolutamente no!>> ripete lei con lo stesso sorriso di prima.
<<Quindi … ehm … chi saresti?>>
<<Quella che ti rimette in sesto!>> è la sua risposta <<Dai su, è ora di alzarsi! Devi fare un po’ di esercizio fisico.>>
<<E … eh?>> Alessio aggrotta la fronte <<Perché?>>
<<Come perché? Non lo sai?>>
<<No.>>
<<L’esercizio fisico aiuta la mente! Quindi se non vuoi impazzire ti conviene metterti in piedi e farlo subito ragazzone.>> taglia corto lei <<Ora vado a prenderti dei vestiti. Torno subito!>>
<<A … aspetta.>> Alessio si tocca le gambe e si rende conto di una cosa <<Aspetta …? MA SONO COMPLETAMENTE NUDO!>>
<<Lo sei sempre stato!>> dice lei uscendo dalla stanza e chiudendosi la porta alle spalle.