Procreare

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Il cliente di oggi è un uomo sulla mezza età, e sta andando verso la sessantina.
È basso, molto magro, capelli corti e naso molto grosso.
È tranquillo, e sicuramente speranzoso. Mi sta attendendo con pazienza; è abituato a farlo immagino.
Entro in stanza.
<<Salve.>> lo saluto.
<<Salve! Buongiorno.>> risponde lui alzandosi in piedi.
Ci stringiamo le mani e ci mettiamo seduti ai nostri posti.
<<Dunque …>>
<<Sì.>> sorride lui <<Oggi è il gran giorno. Perderò … un pezzo di cervello!>> e ridacchia nervosamente.
<<Non proprio. Non perderà un pezzo fisico del suo cervello, bensì una sua funzione.>>
<<Quella più importante.>> aggiunge lui.
<<Forse.>> tiro fuori un foglio e glielo mostro <<Allora … per motivi legali lei deve avere una buona motivazione personale per eseguire questa operazione. So che le ha già date per iscritto, ma come ben sa dobbiamo fare questa piccola intervista registrata.>>
<<Sì, lo lo so.>> annuisce lui, rileggendo il foglio che già dovrebbe conoscere.
<<Bene. Allora … mi dica pure cos’è che l’ha spinta a voler compiere una tale scelta. Sono tutto orecchi.>> prendo penna e taccuino, pronto a scrivere degli appunti.
<<Beh …>> lui esegue un lungo sospiro <<da dove iniziare? Ho … 54 anni. E sono single.>>
<<Da quanto tempo è single?>>
A lui sfugge un mezzo sorriso amaro <<Da sempre.>> è la risposta <<Mai fidanzato. Mai baciato una donna. O un uomo, se è per questo.>>
<<Capisco. Però lei vuole farlo, giusto? Altrimenti non avrebbe fatto questa richiesta.>>
<<Esatto. Vorrei farlo. Ci ho provato … tantissime volte. Ci ho provato da bambino. Da ragazzino. Da ragazzo. Da adulto. Ora che sono vecchio non voglio più provarci però. Ma non voglio neanche avere rimpianti. Alla fine ho fatto quello che potevo. Se ho sbagliato qualcosa è giusto che io rimanga da solo … ma non voglio soffrire la solitudine. Non voglio più soffrire, sono stanco. Non posso chiedere di essere nato ricco. Non posso chiedere di essere nato bello. Non posso chiedere di essere nato intelligente o talentuoso in qualcosa. Ma almeno posso chiedere di non soffrire, e quindi … chiedo questo.>>
Io annuisco <<Questa operazione le toglierà ogni stimolo e desiderio sessuale e sentimentale nei confronti di altri animali e oggetti. In poche parole toglierà dal suo cervello feticismi, fantasie, desideri, volontà e sogni legati alla sfera sessuale e sentimentale. MA non la priverà della possibilità di sperimentare tale esperienze, ciò significa che se mai dovesse trovare la donna giusta, forse il primo bacio potrebbe ancora darlo. Ma fino ad allora non soffrirà più per la sua situazione sentimentale.>>
Lui fa un mezzo sorriso <<Ma come funziona?>> domanda <<Diventerò una sorta di … zombie?>>
<<No, no. Le spiego. L’amore, gli orgasmi, tutte queste belle cose qua hanno origine nel cervello. Esistono per spronare gli umani a procreare, è questo il loro obiettivo ultimo, ed è per questo che avere relazioni sessuali o amorose è così bello … perché il cervello premia gli umani per aver raggiunto tale obiettivo.>>
<<Capisco. E questa operazione cosa cambierà?>>
<<Cambierà il suo obiettivo. In poche parole … immagini di avere una lista di “missioni” nel cervello. La prima è “procreare”, e questa cosa è quella che da il maggior numero di ricompense. Serotonina, ossitocina, autostima, testosterone, dopamina, adrenalina … tante belle cose. Capito?>>
<<Sì.>>
<<“Mangiare”, per esempio, è in questa lista. Però è una missione molto semplice, quindi da poche ricompense. Capito?>>
<<Sì.>>
<<Bene. Noi cosa faremo? Toglieremo la missione “procreare” da questa lista.>>
<<E questo mi permetterà di essere felice?>>
<<No. Ma le impedirà di essere triste a causa del fatto che è single.>> spiego io <<Lei ora soffre di una leggera depressione. Si sente incompiuto, perché la maggior parte degli uomini della sua età hanno avuto almeno una storia d’amore. Si sente in qualche modo inferiore a loro. Si sente come se le mancasse qualcosa. Si sente solo, anche quando è insieme a parenti o amici. Si sente demotivato, come se non avesse nessun motivo per continuare a vivere. Dopotutto la sua missione ultima, “procreare”, è qualcosa che non può fare. Che senso ha continuare a vivere quindi? Lei, essendo un animale, vive solo per mandare avanti la linea di sangue. E non potendo farlo non ha motivo di vivere. È così che ragiona il cervello, ed è per questo che ora si sente così depresso.>> gli spiego <<Ma togliendo questa “missione” … tutti questi pensieri negativi svaniranno. Pensi ad esempio … al testosterone. Certo, lei ormai ha una certa età, però rifletta su questa cosa. I maschi che hanno regolare attività sessuale producono molto più testosterone di chi invece non lo ha. Sa perché?>>
<<Perché … il cervello li premia?>>
<<Esatto! Ovviamente è più complicato di così, ma questa è la base. Ma sa questo che significa?>>
<<No …>>
<<Che è il cervello a generare testosterone. Lo produce lui, non viene da fuori. Viene da dentro. Stessa cosa vale per la dopamina, l’ossitocina, la serotonina … tutte queste cose vengono da dentro, ma vengono prodotte solo come “ricompensa”. Ciò significa che lei, non avendo mai baciato nessuno, non ha mai provato quella “magica” sensazione che per molti è normale e comune. Mai … ma se noi facciamo in modo che il cervello ti dia la ricompensa anche se tu non hai completato la missione, allora>>
<<Allora la proverò!>> esclama lui.
<<Esatto. Saprà cosa si prova nel baciare qualcuno … anche senza doverlo baciare.>>
<<W … wow.>>
<<Già.>> sorrido io <<Togliendo la missione di procreare dal suo cervello, esso aumenterà le ricompense a tutte le altre missioni in automatico. Capito? Mangiare diventerà più bello. Dormire diventerà più bello. Parlare con gli amici, guardarsi un film, leggere, seguire le sue passioni e i suoi interessi … all’improvviso lei inizierà a sentire un senso di pienezza, di felicità, di completezza … E questo perché il suo cervello inizierà a dare le ricompense che avrebbe dovuto darle in caso di fidanzamento quando farà altre cose. In pratica … tornerà ad avere un motivo per vivere. Anzi, più di uno.>>
<<Wow. Ma … ehm … domanda un po’ stupida, ma>>
<<L’orgasmo?>> intuisco io, e lui sorride in modo colpevole.
<<Esatto, sì. Quello. Che succede con l’orgasmo?>>
<<Secondo lei, l’orgasmo dipende dall’organo genitale?>>
<<Ehm … sì? Ma immagino di no, altrimenti la domanda sarebbe troppo facile.>>
<<Esatto. No. Cioè … ora, sì. Però pensi alle donne. Quando vengono stuprate non provano l’orgasmo, no?>>
<<No.>>
<<Perché è il cervello a decidere quando causarne uno e quando no. Perché anche quello non è altro che una ricompensa. E anche quella è una delle ricompense che verrà renderizzata in un’altra missione.>>
<<Tipo?>>
<<Abbiamo avuto un caso come il tuo in passato. Molti in realtà. Il cliente in questione era un’artista. E indovina?>>
<<Ha iniziato ad avere orgasmi mentre … faceva arte?>>
Io ridacchio <<Esatto. Non si bagnava i pantaloni come un bambino, ma sì … era un disegnatore, e quando disegnava qualcosa di davvero bello orgasmava. In pratica lui ha iniziato a masturbarsi pensando di disegnare a qualcosa di bello … disegnare in sé è diventato un po’ come l’operazione sessuale attiva, ovvero piacevole ma un po’ faticosa, e quando il disegno usciva bene, aveva un orgasmo. Quando invece usciva male …>>
<<Non lo aveva.>> intuisce l’uomo.
<<Esatto.>>
<<Strano …>>
<<Sì. Sicuramente è strano. Impossibile da capire per le persone normali. Queste sono cose che vanno provate.>>
<<E questo tizio qui … è felice ora?>>
<<Non so se è felice o meno. Gli umani sono creature difficili da rendere felici. Ma diciamo che non ha più problemi di cuore. Ora quando vuole fare sesso, gli basta disegnare. Non dipende più né dalle donne né dagli uomini. È … “libero”, da un certo punto di vista. La sua felicità ora dipende solo da lui. Se disegna bene, gode. Se disegna male rimane a bocca asciutta. Non c’è nessuno che deve accontentare e nessuno che deve inseguire. Ma è comunque un uomo, e quindi …>>
<<Sì.>> sospiro io <<Avrà i suoi problemi.>>
<<Esatto. E poi disegnare non è facile. Durante le visite di controllo ci racconta che delle volte si ritrova a invidiare i disegnatori più bravi di lui. Ci dice che va sempre alla ricerca della matita migliore e della carta più pregiata. Ci dice che delle volte si masturba nel vedere altre persone disegnare, e che adesso trae godimento nel ricevere complimenti per i suoi disegni. In poche parole la competizione ha solo cambiato terreno, ma è sempre lì.>>
<<Ma almeno non è impossibile.>>
Io annuisco <<Giusto. Almeno non è impossibile.>>
<<E per quanto riguarda le altre cose? Dopamina? E … ehm … testosterone?>>
<<Lui produce testosterone disegnando, sì. È migliorato molto fisicamente infatti. Ha anche una salute molto più solida. Sorride molto di più. È … felice. Si tiene in forma. E vive con la specifica intenzione di diventare il miglior disegnatore del mondo, perché ormai è questa la sua missione principale. Gli altri umani devono procreare. Lui deve disegnare.>>
<<Va bene. A me sta bene. Ma quindi questa operazione toglierà anche gli altri pensieri negativi?>>
<<Oh sì. La sensazione di inadeguatezza che prova quando parla con uomini sposati sparirà, perché ormai quello non sarà più il suo metro di giudizio. L’invidia verso gli uomini più belli? Sparirà anche quella, perché la bellezza non le servirà più per ottenere ciò che vuole. La timidezza e il nervosismo che ha nel parlare con le donne? Sparirà anche quella, perché loro non avranno più alcun valore per lei. Vedrà uomini e donne allo stesso modo.>>
<<Potrò comunque avere amici?>>
<<Certamente. Ma le sconsiglio di fare attività sessuali. Si ricorda la storia sullo stupro? Bene … senza quelle magiche ricompense del cervello usare il suo organo genitale non sarà affatto piacevole. Anzi, sarà molto doloroso.>>
<<Lo dovrò usare solo per andare in bagno praticamente.>> ride l’uomo con un po’ di nervosismo.
<<Esatto. Non servirà ad altro.>>
<<E … potrò comunque provare amore, no?>>
<<Certo! Potrebbe addirittura trovare l’amore.>>
<<Nel senso … di una donna?>> domanda lui, e io annuisco <<E come? Se non voglio più fare sesso come …>>
<<Lei non ha amato sua madre o suo padre?>>
<<Beh, sì …>>
<<Ma non voleva fare sesso con loro, no?>>
<<No.>>
<<Esatto. L’amore è più del sesso. Non lo cercherà attivamente, né si sentirà “solo” da single, e dal momento che non vorrà più procreare la presenza di una donna nella sua vita sarà del tutto superflua ed inutile. Non la vorrà. Non ci penserà. Non la cercherà. Ma … potrebbe trovare qualcuno a cui affezionarsi, un giorno. Qualcuno per cui varrà la pena vivere un po’ di più. Qualcuno con cui invecchiare. Magari un uomo, chissà. Non deve per forza essere una donna, lei da dopo l’operazione sarà completamente asessuale dopotutto. Quindi sì, potrebbe trovare questa persona, questa “anima gemella” … e in quel caso potrà amarla e volergli bene, non a livello sessuale ma sentimentale.>>
<<Come un fratello.>> intuisce lui.
<<Esatto. Come un fratello.>>
Lui sorride <<Oh … va bene.>>
<<C’è … qualcos’altro che vuole dirmi? Qualche episodio o persona particolare da cancellare?>>
Lui ci riflette un attimo, poi fa spallucce <<Bah … dopo quasi sessant’anni di vita credo che cancellare qualcuno dalla mia memoria sia inutile. Tanto avrò l’alzheimer tra poco. Farò da solo, e sarà anche gratis!>> e detto ciò ride, sempre con un pizzico di nervosismo <<Volendo essere seri … no. Ogni esperienza che ho avuto vale, e poi … non ho mai incontrato brutte persone. Anzi, quello brutto sono io.>>
<<Mi vuole raccontare qualche episodio legato a questo argomento?>>
<<Uhm … due forse. Non sono proprio episodi, ma storie. Una riguarda un mio caro, caro vecchio amico. Lo conosco dall’asilo. Lo conoscevo anzi. A tredici anni siamo andati in vacanza insieme, come tutti gli altri anni, solo che quella volta è successo qualcosa di nuovo. Un giorno ricordo che non ha passato la giornata con me a giocare. No. L’ha passata con una bambina. Io ero ancora nella fase: “che schifo le bambine!”, e lui pure in realtà, solo che ha finito per baciarla. Per gioco o curiosità. Da quel giorno le cose sono cambiate. A scuola si è fatto nuovi amici, persone con cui uscire a coppie, persone con cui “rimorchiare” … persone sicuramente meglio di me. Siamo rimasti amici nel corso del tempo, perché avevamo troppo in comune. Però questo mi fa riflettere. Se fossi nato come lui, o come i suoi amici, saremmo rimasti migliori amici. Sarei andato a rimorchiare insieme a lui. Avrei portato la mia fidanzata a quelle uscite a coppie. Sarei stato con lui e i suoi amici a parlare di ragazze. Avrei fatto tante cose che ora neanche comprendo appieno …>>
<<Che fine ha fatto?>>
<<Oh, è morto.>> è la risposta <<Alla Morte non importa se sei bello o brutto. Lei è come la Fortuna, è cieca.>> e si mette a ridere <<Il che è una sfortuna paradossalmente, perché se vedesse quanto sono brutto diventerei immortale!>> e sorride nuovamente, e dopo aver ripreso la compostezza torna a riflettere sul suo passato <<Poi c’è … lei.>>
<<Lei?>>
<<Una bella, bellissima ragazza che ho conosciuto all’università. Oh, questa è bella come storia. Io non ho mai mirato a belle ragazze, perché … insomma, non sono stupido. Miravo sempre a quelle brutte, ma non ha mai funzionato. Però lei … oh, lei … lei era bella. Ed era super amichevole con me. Super dolce. Parlavamo tanto e alla fine ho avuto il coraggio di invitarla fuori. Lei ha accettato. Abbiamo mangiato fuori, insieme, da soli … tante volte. Ma …>> sospira <<indovina?>>
<<Lei era solo un amico.>> intuisco.
<<Oh sì. Le ho lasciato un fiore una volta. Come sorpresa.>> si da una botta in testa <<Che stupido. Un fiore. Si rende conto? Mi meritavo la pena capitale. Però lei è stata gentile. Mi ha gentilmente rifiutato. E siamo rimasti amici, fino alla fine dell’università. Poi … ognuno per la sua strada.>>
<<L’ha mai rivista?>>
<<Anni dopo. Per strada. Lei era mano a mano con un militare. Alto, muscoloso, bellissimo anche lui. E teneva per mano un altro piccolo maschietto, un bimbo che era alto quanto me, pensi un po’. Ora quel piccoletto sarà un modello di un metro e novanta probabilmente, o qualcosa del genere.>>
<<Cosa le ha detto?>> domando io, riferendomi alla donna.
<<Niente. Non si è ricordata di me. Ero evaporato dalla sua mente … tale è il mio peso.>> risponde lui con un leggero e amaro sorriso <<Ma … non importa. Non voglio dimenticare i suoi bei capelli bruni. Il suo bel sorriso. Non voglio neanche dimenticare il mio amico e le giornate passate insieme da piccoli. No … non voglio dimenticare nulla. Sono un perdente. Ho perso già tanto nella vita. Non voglio perdere anche i ricordi.>>
<<Capisco.>>
<<Ma, alla fine>> dice, riprendendosi dal malumore <<sono fortunato. Ora sono qui! Sono sopravvissuto finora! E la tecnologia ha fatto passi da gigante! Quindi … sì, non mi lamento. Potevo nascere venti anni prima, e mai arrivare qui oggi. Potevo nascere cento anni prima, e morire di vaiolo! Potevo nascere in una nazione in guerra … potevo nascere malato … potevano accadere tante cose.>>
<<Poteva andare peggio.>> gli dico io.
<<Esatto! Poteva andare peggio. Quindi perché lamentarsi? E poi adesso che farò questa cosa, chissà … magari anche io avrò orgasmi mentre disegno, eh? Finalmente saprò cosa ha provato il mio amico quarant’anni fa.>> e sorride <<Un po’ in ritardo ma … meglio tardi che mai, no? Forse ora saremmo potuti nuovamente essere amici. Ora forse … sarei di nuovo stato alla sua altezza.>> deglutisce leggermente <<Chissà …>>
<<Chissà.>> gli faccio eco io, finendo di scrivere gli appunti <<Beh … ho tutto quello che mi serve. Lei è pronto?>>
<<Prontissimo!>>
<<E allora andiamo.>>