La casa 5/5

Durata lettura: medio-corta

Questa casa è molto strana.
Il primo lavoro che mi ha fatto fare è stato cucinare, ma ciò non mi sorprende: sapevo che avrei dovuto cucinare una volta accettato questo lavoro.
Il secondo compito che mi ha dato è stato allenarmi però, e mentre il terzo è stato quello di innaffiare le piante il quarto compito è stato quello di meditare.
Che tipo di lavori sono questi? Ma cosa più importante … perché sto venendo pagato per allenarmi in una palestra e meditare? Non capisco.
Una volta che è scesa la sera ho cucinato la cena sia per me che per i bambini, e ancora una volta non li ho visti né sentiti.
Uscendo in giardino è stato possibile notare che luci al piano di sopra erano accese, quindi qualcuno doveva per forza essere lì. Però poi ho notato un’altra cosa: tutte le luci della casa sono accese. Sempre. Non si spengono mai ed è impossibile spegnerle perché non ci sono neanche gli interruttori.
In giardino ho notato anche un’altra cosa. Una cosa che mi avrebbe dovuto uccidere di paura … ma che in quel momento non mi ha fatto nessun tipo di effetto.
Il cielo era nero. Completamente nero. Luna, stelle, nuvole … non c’era niente là sopra, e fuori era così buio che la casa sembrava l’unica cosa esistente al mondo.
Una cosa del genere mi avrebbe dovuto far urlare dalla paura. Lo so perché mi conosco. Invece sono rimasto calmo e composto. Non avevo paura.
Ho dormito nella casetta dei servi verso le 23; non appena ho appoggiato la testa sul cuscino mi sono addormentato, e non ricordo di aver sognato nulla … ricordo solo di aver aperto gli occhi “un secondo dopo”, solo per ritrovarmi all’alba del giorno successivo.
Mi sono fatto la doccia, mi sono rimesso la tuta (pulita e profumata), e infine … beh, infine eccomi qua.
Ho appena finito di fare colazione, e teoricamente i bambini l’hanno già fatta. Non li ho sentiti scendere dal piano superiore però, ciò significa che sono ancora in casa, quindi ora non mi resta che farlo. Sì, non posso attendere oltre. Devo farlo. Devo salire le scale e vedere cosa c’è lassù.
La mia pausa di 25 minuti è iniziata da poco. Non c’è momento migliore in cui farlo.
Prendo un largo respiro e …
Cos’è questa? Ansia? Non la sentivo dal giorno precedente.
Mi avvicino alle scale dell’atrio, e oltre all’ansia inizio a provare qualcos’altro … angoscia? No, qualcosa di peggio. Paura.
Ho paura di salire queste scale. Ma perché? Ho paura di essere licenziato forse? In effetti Hanna mi ha detto che mi è vietato il solo andarci … quindi sì, potrei essere licenziato se lo facessi.
Ma non ho scelta. Questa casa è troppo strana. E fa sentire strano anche me.
Hanna mi capirà.
Metto un piede sul primo gradino e … oddio … che stanchezza. Perché la mia gamba è così pesante? Mi sono allenato ieri troppo. Per non parlare di tutti i piatti che ho cucinato, e della fatica che ho fatto in giardino … Dio, che stanchezza. Dovrei proprio riposarmi.
Mi manca il fiato. Mi viene da vomitare. Mi sono affaticato troppo.
Però … però si tratta solo di una rampa di scale dannazione! Non posso vomitare dopo aver fatto solo un gradino!
Metto un piede sul secondo gradino e … ahia, il ginocchio! Che male che mi fa! E anche la schiena! Cavolo, mi servirebbe proprio un massaggio ora. Ma quand’è che mi sono ridotto così? I gomiti, le dita, il collo, addirittura le palpebre … mi fa male tutto!
Ma questa cosa non è normale.
No, non può essere normale. Sono le scale a farmi questo effetto?
Provo a salire ancora un po’, e …
Oddio … ma che sto facendo? Hanna ha detto che è vietato stare qua! E ora mi licenzierà! Sì, lo farà, perché mi sta vedendo! È chiaro che mi sta vedendo! Ci sono delle telecamere! E poi sono certo che la persona che sposta le cose mi sta spiando proprio in questo momento, nascosto chissà dove!
Mi guardo intorno con preoccupazione: dov’è? Chi c’è qua dentro?
E se in realtà qui dentro non ci fosse nessuno? E se in realtà questa fosse una casa fantasma? E se Hanna fosse morta e fosse il suo spirito a spostare le cose? Oh no … oh no che sto facendo?
Il cuore sta battendo così forte che potrebbe fermarsi da un momento all’altro.
Alzo lo sguardo in alto e … non vedo nessuno. Oltre le scale non c’è nessuno. Eppure mi sento osservato, come se qualcosa lì sopra mi stesse guardando. Qualcosa di invisibile … il fantasma! E si sta avvicinando! Lo sento!
ECCOLO CHE ARRIVA!
Indietreggio così tanto velocemente che cado a terra.
Ora sono di nuovo interamente nell’atrio.
Mi gratto la testa, dopodiché mi rialzo.
Ma che mi è successo? Perché sono caduto dalle scale come un imbecille?
Mi tocco il petto, ma il cuore sembra battere a velocità normale; mi tocco le ginocchia, ma non sento dolori provenire da lì; saltello sul posto, ma non percepisco nessun tipo di stanchezza fisica o fastidio.
Questo significa solo che … mi sono immaginato tutto? Anche il fantasma deve essere stato frutto della mia immaginazione, perché ora non percepisco niente intorno a me e cosa più importante non ho più paura.
Beh è chiaro che lì sopra io non ci possa andare, quindi mi avvicino alla porta d’ingresso ma a differenza delle altre non si apre. Rimane chiusa. E non essendoci né una maniglia né un pulsante è abbastanza chiaro il messaggio che la casa mi sta facendo passare: da qui non si esce.
Ma se io volessi uscire? Possibile che non possa? Questa cosa è illegale! La casa mi sta praticamente rapendo! Però, ora che ci penso … anche se uscissi dove potrei andare? Questa è la villa più isolata del mondo praticamente, e poi io non ho altri posti in cui andare.
Sospiro.
Da qui non si esce. E a dirla tutta non voglio neanche uscire.
Ignorando le scale che portano al piano superiore avanzo verso il salotto.
Il televisore è acceso, e c’è la sigla del mio anime preferito che mi invita a mettermi seduto sul divano.
E non vedo nessun motivo per cui rifiutare.